L’abito fa l’azienda


Il marchio «Der Schrei-ner – Ihr Macher», il falegname – l’uomo che fa, si identifica anche nell’abbigliamento da lavoro. Immagine: VSSM
Il marchio «Der Schrei-ner – Ihr Macher», il falegname – l’uomo che fa, si identifica anche nell’abbigliamento da lavoro. Immagine: VSSM
Abbigliamento da lavoro. Si dice che l’abito non fa il monaco ma l’abito ha la sua importanza per definire l’identità di un’azienda. La cura dell’immagine è infatti un aspetto sempre più rilevante, una cura che si costruisce anche con l’abbigliamento da lavoro.
Gli abiti da lavoro sono cambiati nel corso degli anni anche per il falegname. Nelle immagini dell’inizio del XXo secolo, il falegname indossava il grembiule. Serviva soprattutto a proteggere i vestiti dalla colla per poi essere tolto facilmente all’arrivo di un cliente. Un grembiule di cuoio spesso – anche se non molto usato – proteggeva i macchinisti. E poi c’erano i pantaloni a righe bianche e blu, usati come «sopra pantaloni» e realizzati con un tessuto a spina di pesce che faceva capire all’istante che chi li indossava era un falegname. Qualche nostalgico porta ancora oggi questi «pantaloni culto» anche se sempre più ci si orienta verso una corporate identity dell’azienda.
L’identità aziendale sta sostituendo la moda del lavoro che è determinata dalla professione: l’azienda agisce sempre più come stilista di abbigliamento. I falegnami attribuiscono importanza alla propria identità aziendale e per questo motivo spesso forniscono ai dipendenti indumenti etichettati che vanno oltre il logo: anche colore, design e materiali degli indumenti da lavoro sono in linea con la corporate identity.
Personalizzare gli abiti da lavoro è un modo per distinguersi e per trasmettere professionalità. Studi sul tema hanno dimostrato che le aziende che vestono i dipendenti con un abbigliamento da lavoro personalizzato hanno un valore aggiunto rispetto a quelle che non curano questo aspetto della loro corporate identity. I «capi» aziendali rappresentano un marchio per distinguersi dalla concorrenza e sono anche un mezzo di comunicazione pubblicitaria: i dipendenti portano sulla loro «pelle» un biglietto da visita dell’azienda.
L’abbigliamento da lavoro è cambiato non solo in termini di design, ma anche di tecnologia. I tessili sono diventati migliori, i capi sono alla moda senza tralasciare i requisiti di praticità e di resistenza che un indumento da lavoro deve sempre rispettare. Comfort e vestibilità sono considerati fattori chiave per il successo. La funzionalità è un altro aspetto che conta. Le tasche per gli inserti al ginocchio ad esempio sono quasi di serie, le tasche laterali non sono più aderenti ma leggermente sporgenti, in modo che il doppio metro non si infili nella coscia o nella rotula quando si sta seduti. I passanti per la cintura sono più larghi e un ulteriore rinforzo tessile assicura che la cintura non dia fastidio all’anca. E non può mancare la tasca per il cellulare che è oggi parte integrante dei pantaloni da lavoro.
Il marchio «Der Schreiner – Ihr Macher», il falegname – l’uomo che fa, si identifica anche nell’abbigliamento da lavoro. Il VSSM presta particolare attenzione alla propria corporate design proponendo agli associati un vasto assortimento di indumenti a condizioni favorevoli.
Lo Schreiner Shop offre tutto ciò che si può desiderare: polo, t-shirt, camicie, felpe, pantaloni, giacche a vento, asciugamani e molto altro ancora. La novità sono le polo per donna e il gilet giallo di sicurezza: i vestiti fanno l’azienda e la professione. E così anche i falegnami si fanno riconoscere con l’abbigliamento da lavoro.
www.vssm.chIl tema è di importanza sempre crescente. Qualsiasi sia il motivo che spinge a valutare simili eventualità, è certo che devono essere preparate con professionalità e per tempo. L’ASFMS ha perciò deciso di affrontare il tema con Loris Biaggio, amministratore delegato della WM Focus SA. La data è giovedì 19 settembre, dalle 16.30 al Centro Arca di Gordola. Conferme di partecipazione da inviare a Luca Pedrotta entro il 6 settembre.
Veröffentlichung: 05. September 2019 / Ausgabe 36/2019
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