In gara un po’ di Ticino

Mythen, l’auto da corsa elettrica anche un po’ ticinese con i progettisti e Aldo Bugada. Immagine: PD

Mythen.  Prende il nome dalla nota montagna svizzera Grosser Mythen, ed è l’auto da corsa elettrica sviluppata dagli studenti dell’ETH di Zurigo per la stagione agonistica 2019 della Formula Student Electric. Alla costruzione del prototipo ha preso parte anche Aldo Bugada.

Per i progettisti di veicoli elettrici che partecipano alle gare di Formula Student, la più grande competizione mondiale per ingegneri, anche luglio e agosto è scuola: testano i prototipi che hanno concepito, costruito e realizzato da soli. All’evento partecipano tre team delle università svizzere, il Politecnico federale di Zurigo scende in pista con Mythen, un concentrato di tecnologia frutto di otto mesi di intenso lavoro e molte notti insonni. Il prototipo è stato presentato in maggio al centro Brand Experience del gruppo BMW di Dielsdorf ZH, unitamente all’auto sorella senza conducente. Ad ammirare le vetture un pubblico di 350 invitati: sponsor, amici, familiari, membri della comunità Formula Student. E Aldo Bugada che ha realizzato lo stampo per i deflettori d’aria posteriori.

SchreinerZeitung: Come è nata questa nuova avventura e come siete entrati in contatto con la Academic Motorsports Association di Zurigo?
Aldo Bugada: Sono loro che sono arrivati a noi. Hanno cercato su Internet aziende con un pantografo a cinque assi e visto che tra il team di progettisti ci sono anche tre ticinesi hanno integrato nella ricerca il nostro Cantone. Ci hanno quindi contatto e poi inviato il pezzo che avremmo dovuto fresare. La cosa era fattibile e l’avventura ha avuto inizio.
Chi sono i progettisti di Mythen?
Sono studenti del Politecnico che frequentano la facoltà di ingegneria in discipline diverse. Mythen è un’auto da corsa con pilota che è stata sviluppata da 40 studenti a tempo pieno e un’altra quarantina a tempo parziale. Il progetto dura un anno, in 6 a 8 mesi costruiscono la macchina e poi partecipano alle gare mondiali confrontandosi con altre università su durata, velocità, effi-cienza, accelerazione ... per ogni fase ricevono dei punti e alla fine c’è un vincitore che non necessariamente è il team con l’auto più veloce, ma quello con il miglior pacchetto per quanto riguarda costruzione, prestazioni, costi e argomenti di vendita. Poi c’è il secondo progetto, la macchina dell’anno prima viene elaborata e la fanno andare senza pilota; ci lavorano anche qui una quarantina di studenti.
Quanto ha richiesto produrre lo stampo?
Le aziende coinvolte nel progetto sono tante, e bisogna lavorare in tempi stretti. Il nostro compito era quello di realizzare lo stampo per i due deflettori dell’aria posteriori. Un lavoro un po’ particolare perché la fresata in tre dimensioni in curva non era a 90 gradi ma a cuneo per cui abbiamo dovuto far fare una fresa apposita per riuscire a produrre lo stampo. In cinque mesi ci siamo sentiti parecchie volte, abbiamo fatto diverse prove, modificando i modelli per poi arrivare a quello definitivo. Hanno quindi portato il pezzo: una resina epossidica di color verde che si fresa benissimo… Il lavoro è durato cinque giorni, il tempo per programmare il pantografo e fresare. Abbiamo prodotto uno stampo per un pezzo di una macchina da corsa, incredibile!
E poi è arrivata la presentazione ufficiale…
Ci hanno invitato a una bellissima festa e come negli eventi di Formula 1 hanno svelato le due vetture, presentando i concetti e le innovazioni tecniche. Abbiamo anche assistito alle prove sul circuito della BMW, diluviava per cui solo l’auto con pilota è scesa in pista perché l’altra, senza pilota, ha dei radar al laser e l’acqua rendeva difficoltosa la guida. Piccolo, leggero, integrato sono le parole che meglio descrivono Mythen, il prototipo pesa 160 chili, dispone di 4 trazioni elettriche, su ogni ruota c’è un motore che è grande come un bicchiere da 3 decilitri, sotto il sedile le batterie, il resto è tutto elettronica. I concetti collaudati sui modelli precedenti sono stati sviluppati e le nuove innovazioni installate all’interno della monoscocca, su motori, batterie, impianto elettrico, informatica. È un concentrato di tecnologia da far paura.
Una vittoria cosa rappresenta per lei?
Siamo anche noi un po’ campioni.

ca

Veröffentlichung: 29. August 2019 / Ausgabe 35/2019

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